| Julien Saby al Rovigo, fine anni settanta | ||
| Dati biografici | ||
| Nome | Julien Jacques Saby | |
| Nato | 15 settembre 1902 Saint-Fons |
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| Paese | ||
| Morto | 15 novembre 1992 St. Martin d’Hères |
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| Dati agonistici | ||
| Disciplina | Rugby XV | |
| Ruolo | Tre quarti ala | |
| Ritirato | 1928 | |
| Carriera | ||
| Squadre di club |
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| 1916/30 | ||
| 1930/33 | ||
| Carriera da allenatore |
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| 1934/36 | ||
| 1937 | ||
| 1940/43 | ||
| 1947/49 | ||
| 1951/54 | ||
| 1974/77 | ||
| Statistiche aggiornate al 24 agosto 2008 | ||
Julien Jacques Saby (Saint-Fons, 15 settembre 1902 – St. Martin d’Hères, 15 novembre 1992) fu un rugbista, allenatore di rugby e dirigente sportivo francese, considerato tra i personaggi più influenti per lo sviluppo del rugby a XV in Italia e la modernizzazione della disciplina in Francia.
modifica Cenni biografici
modifica Primi anni e attività di giocatore
Saby nacque a Saint-Fons, nel Rodano; suo padre, arbitro a Lione, lo avviò alla pratica del rugby molto presto (3 anni); a 11 anni la famiglia si trasferì a Grenoble, città nella cui omonima squadra Saby iniziò, durante la Grande Guerra, a muovere i primi passi nel rugby di un certo livello. Dopo il conflitto divenne titolare.
Dovette rinunciare tuttavia allo sport attivo per via della sua attività professionale: funzionario commerciale della petrolifera Texaco Europa, attraverso i suoi avanzamenti di carriera giunse fino alla carica di direttore per l'Europa meridionale, lavoro che tuttavia declinò per dedicarsi all’attività sportiva; a 28 anni divenne quindi giocatore-allenatore del Dole, dove ebbe contrasti con la dirigenza, abituata a sostituirsi al tecnico nella formazione della squadra. Decise quindi di interrompere il rapporto con il club.
modifica Attività da allenatore
Nel 1934 Saby partecipò a un concorso internazionale indetto dalla F.I.R. per la ricerca di un allenatore per la Nazionale italiana, del quale risultò vincitore: fino al 1937, a più riprese, fu il tecnico della squadra, che accompagnò al secondo posto nel Torneo FIRA 1937 (sconfitta in finale dalla Francia); nel 1935 Saby, con la collaborazione di Renzo Maffioli che ne curò la traduzione, fu autore di un manuale tecnico destinato a tutti gli operatori del rugby italiano[1] e contemporaneamente si spese in seminari, corsi e conferenze presso club, istituzioni militari, centri universitari e settori arbitrali; dopo l’Accordo di Monaco tra Hitler e Mussolini (1938) decise di rientrare in Francia insieme a sua moglie[1].
Stabilitosi a Parigi, intraprese gli studi di terapia fisiocinetica e assunse la direzione tecnica dell’U.S. Métro; subito dopo conseguito il diploma, fu sfollato a Grenoble e poi a Pontarlier; alla fine della guerra intraprese la sua nuova professione a Grenoble e divenne insegnante di educazione fisica nel liceo nel quale anni prima aveva conseguito la maturità , lo Champollion.
Nel 1946 propose alla Fédération Française de Rugby un progetto di riforma dei quadri tecnici su base regionale, senza successo; tornò quindi al rugby, allenando il Grenoble dal 1947 al 1949.
Negli anni cinquanta riallacciò i rapporti con la Federazione Italiana Rugby e riprese la guida della Nazionale italiana dal 1951 al 1954, poi, tornato in patria, assunse l’incarico di direttore dell’Istituto Nazionale dello Sport e responsabile per la FFR del comitato regionale delle Alpi[1], pur senza interrompere la sua collaborazione con il rugby italiano, per il quale organizzò nel corso degli anni diverse sessioni d’aggiornamento destinate ai quadri tecnici e agli insegnanti della disciplina.
A tale attività affiancò anche quella per affermare il ruolo educativo del rugby tra i giovani, sostenendo la necessità di educare alla disciplina sportiva i ragazzi fin dai primi anni di scuola e non soltanto dalle superiori, come era uso in Francia ancora nel secondo dopoguerra.
Nel 1976, con la collaborazione degli ex tecnici azzurri Giuseppe Sessa e Aldo Invernici, quest'ultimo all'epoca presidente della F.I.R., diede alle stampe Il rugby, ritenuta al momento della sua uscita la più importante opera su tale disciplina mai pubblicata[1].
Nel 1974/75 tornò di nuovo sulla panchina, guidando il Rovigo alla conquista del campionato nella stagione successiva. Poi divenne consulente tecnico dell'Amatori Milano.
Morì il 15 novembre 1992 a St. Martin d’Hères.
modifica Note
modifica Bibliografia e opere
- Julien Saby, Aldo Invernici e Giuseppe Sessa. Il rugby. Roma, Società Stampa Sportiva 1976
- Luciano Ravagnani e Pierluigi Fadda. Rugby. Storia del Rugby Mondiale dalle origini a oggi. 2ª ed. Milano, Vallardi 2007 (1ª ed. 1992). ISBN 8887110921
modifica Collegamenti esterni
- (FR) Profilo di Julien Saby, da Association des amis de Julien Saby.
